Volontari per la prima volta

Desidero parlarvi della mia esperienza Unitalsiana.

Sono passati tanti anni, però il ricordo del primo impatto col meraviglioso mondo Unitalsiano è indelebile.

Nel lontano 1968, per un accertamento sanitario alquanto pericoloso a quei tempi, e per ovviare ad un mal di testa insistente, mio fratello, appena laureato, rimase paralizzato; paralisi spastica con crisi di dolore continue. Il mal di testa fu debellato in una clinica di Zurigo, però la paralisi rimase e iniziò per lui e per noi famigliari una nuova vita: assistenza, sacrifici enormi, corse continue, perché tutti eravamo impegnati con la scuola e l’ufficio.

In casa la persona più forte era mamma e, nonostante il Signore l’avesse già provata togliendole il primo figlio di appena 16 anni, aveva una fede incrollabile e non cessava mai di pregare.

Cominciavano a passare gli anni e qualcuno, amico di famiglia, iniziava a parlare di UNITALSI, questa fantastica Associazione che accompagna i fratelli disabili a Lourdes.

Nella nostra mente cominciò a balenare l’idea di intraprendere questo viaggio della speranza.

Il grande giorno arrivò: bisognava andare alla stazione in ambulanza perche Franco viaggiava disteso e con lui arrivò un altro ammalato, il caro Mariano, il quale poteva muovere solo gli occhi; li rivedo ancora oggi: attenti, vispi e sereni, e parlava appena. La mia meraviglia fu quando vidi una Dama inginocchiarsi dinanzi alle due barelle e pregare.

Da quel momento cominciò in me il desiderio di iniziare il cammino Unitalsiano convinta che potevo e dovevo fare qualcosa per i fratelli meno fortunati di me. Il Signore iniziava in me il Suo lavoro di convinzione per questa bella missione. Lui mi stava chiamando perché iniziassi il cammino che sarebbe continuato per tantissimi anni.

Arriviamo a Lourdes dopo un viaggio interminabile e alquanto disagevole: i treni non erano come quelli di oggi; i sedili di legno, disagi, ritardi di tante ore; però l’entusiasmo non mancava mai e con esso la gioia di giungere a destinazione.

Il treno della speranza arriva nella stazione di Lourdes: per i pellegrini la sistemazione in albergo; per i disabili in ospedale accompagnati dagli instancabili volontari.

Iniziano i giorni del soggiorno nella città di Maria.

L’incontro con la grotta fu molto emozionante, la preghiera, lo stare insieme alla Madonna e Bernadette non si può descrivere, le richieste continue del miracolo per i nostri cari; i nostri occhi fissi sulla Dama Bianca non si volevano staccare.

Qualche giorno dopo mio fratello sembrava essersi calmato, dai suoi occhi trapelava una luce nuova, direi quasi di rassegnazione al suo stato di disabile.

Ecco, questa è Lourdes per loro: se non possono gridare al miracolo, hanno la grazia dell’assuefazione al loro stato e raggiungono una notevole pace interiore.

Poi il viaggio di ritorno. Si riprende la vita di tutti i giorni, ma con più rassegnazione, più forza e si pensa al prossimo pellegrinaggio.

Da allora non ho lasciato più l’UNITALSI, anzi per me è la mia seconda famiglia che amo tanto e che mi ha aiutato a superare molte difficoltà della vita.

Cari amici, voi che siete al primo anno di vita Unitalsiana, il vostro entusiasmo non deve venire mai meno, il Signore vi ha chiamato e cercate di rispondere a questa chiamata con entusiasmo e coraggio.

Il vostro dono abbia sempre la freschezza e la spontaneità del primo giorno.

I nostri Amici hanno bisogno di noi, dobbiamo dare una mano a chi soffre e con l’UNITALSI ho scoperto che per farlo basta a volte anche solo un sorriso.

Il personale dà tanto ma riceve molto di più. La nostra Associazione sia una palestra gioiosa di generosità, carità e umiltà nel quotidiano impegno. Sforziamoci di essere gli occhi per chi non vede e voce per chi non parla.

Concludo con una preghiera:

Oh Signore, ti preghiamo

per noi volontari, perché il servizio agli amici più deboli,

in cui dobbiamo vedere il volto di Cristo

risplenda di premurosa dedizione.

Il nostro cuore sia costantemente aperto ed accogliente,

pronto ad ascoltare ed aiutare,

la divisa che indossiamo sia il segno

del nostro servizio agli Amici Speciali.

Coraggio giovani, buon lavoro!

Vi voglio un mondo di bene

Angelina Rizzi
Sottosezione di Barletta

3 Commenti a “Volontari per la prima volta”

  1. Lorella Montesarchio ha detto:

    È stupendo leggere queste parole!Sarei entusiasta di partecipare come volontaria per questi pellegrinaggi..magari nel mese di agosto perché mi è più favorevole!Confido in una vostra riposta.grazie mille

  2. Michele Petrella ha detto:

    Carissima Angelina.
    Oggi ho letto quello che tu hai scritto nel 02/dicembre/2012.
    Grazie.
    Grazie perche’ mi hai fatto rivivere i bei momenti vissuti con Franco e con Mariano.
    Grazie perche’ mi sono ricordato Lourdes come era in quegli anni.
    Grazie perche’ho rivissuto gli attimi, i momenti, le giornate, i viaggi vissuti con Ciccio, con Antonio, Con Ruggiero,con Michele e tutti quelli che mi hanno insegnato cos’é l’UNITALSI.
    Grazie perché ho ricevuto tantissimo da tutti voi ed ancora adesso sto vivendo di rendita.
    Grazie Angeli’a presto.

    Michele Petrella da Lourdes

  3. Maddalena ha detto:

    Ciao Angelina ,sono Maddalena,non sono mai stata a Lourdes nonostante la mia prima figlia sia nata in cielo a sei anni proprio l’11 febbraio.Non so perché sono andata a Medjugorje e non ancora a Lourdes.Nemmeno so perché questa mattina per caso mi sono ritrovata su questo sito,mi hanno colpito le tue parole.Anche io ho sperimentato che nella vita dalle prove e dal dolore nasce qualcosa di nuovo che ci permette di aprire il cuore al Signore perché possa iniziare il suo lavoro per indicarci il cammino per “servire con gioia”.Grazie per la tua preghiera.

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